Spesso si sceglie di comprare una stampante laser per motivi professionali. Solitamente coloro che si indirizzano su questa scelta, hanno bisogno di una periferica che riesca a stampare un enorme numero di fogli senza la necessità di sostituire di continuo le cartucce. Le stampanti laser hanno anche la caratteristica di riuscire a raggiungere velocità di stampa che le stampanti a getto d’inchiostro possono solo sognare. Ma quando arriva il momento di sostituire le cartucce esaurite, allora la spesa alla quale si va incontro è quasi sempre un salasso.
Meglio una cartuccia toner originale o una compatibile?
La risposta può sembrare facile, o meglio, diciamo che dipende a quale consumatore la fate. Uno poco attento e al quale interessano solo i soldi che dovrà spendere vi potrebbe semplicemente dire di orientarsi sulle compatibili, ma se lo chiedete ad un professionista, magari qualcuno che sa quante copie e con che velocità ha bisogno di realizzarle, per non parlare della qualità di stampa, vi risponderà sicuramente che la sua scelta sarà una cartuccia originale. Scegliere un Toner originale ci mette molto spesso al riparo da sgradite sorprese, tipo stampare a strisce o con poca definizione, e già questo dovrebbe chiarirci le idee. Il toner originale ha una resa molto maggiore in termini di quantità rispetto alla resa registrata per le compatibili.
Perché la qualità di un toner originale si paga?
Il Toner è un materiale inerte semiorganico o totalmente inorganico molto delicato è complesso. Esso è formato da una miscela spessa alcuni micron, solitamente sui 5 o 6 um, che raccoglie minerali ossidi ferrosi, carbone e polimeri di varia natura sia pigmentati (nel caso dei colori) sia acromatici nel caso del nero. Il Toner tra l’altro molto spesso è soggetto ad una data di scadenza ma quello che più importa è che siccome sarà un prodotto che la stampante “cuocerà” a temperature di 60 o 70 gradi, esso potrebbe rilasciare particelle o sostanze molto più dannose di quelle che normalmente rilascia. Capirete che maneggiare questo articolo può mettere l’individuo a contatto di rischi anche gravi, quindi maneggiare prodotti originali di cui si conosce la provenienza è di fondamentale importanza.
Foto: Joachim Wendler – Fotolia
Il 2011 sarà un Natale difficile per i consumi. Si calcola che buona parte delle tredicesime verrà destinata al pagamento delle spese (bollo dell’assicurazione, mutui, bollette); solo poco più del 10% sarà utilizzato per comprare i regali natalizi. La Federconsumatori prevede forti cali in tutti i settori merceologici, tranne due: l’editoria e l’elettronica.
Evento che coinvolge sia gli esperti del settore che i curiosi, la fiera dell’elettronica è una tradizione nata nei primi anni del 1900 e che prende sempre più piede nel territorio nazionale. Si moltiplicano infatti gli eventi durante l’anno, e si arricchiscono di sempre più punti di interesse. Principalmente, però, si rivolgono agli appassionati di elettronica, informatica e radiantismo.
Con “Wi-Fi” si intende quella tecnologia delle telecomunicazioni che permette a diversi dispositivi di connettersi tra loro attraverso una rete locale in maniera wireless (letteralmente “senza cavo”). La rete Wi-Fi permette di connettersi alla rete in maniera semplice, d’altro canto implica problemi legati alla protezione dei dati che possono essere facilmente intercettati da malintenzionati. Alcuni studi dichiarano inoltre che le radiazioni Wi-Fi, nel loro essere simili alle microonde, possano essere nocive.
Con “tablet” si intende quel dispositivo che, pur non avendo tutte le potenzialità di un pc, ha dalla sua la portabilità (è più piccolo e leggero anche di un Pc portatile) e una gran facilità di utilizzo: al tablet ci si interfaccia infatti o con una penna elettronica o addirittura con le dita. Pur essendo presente sul mercato da diversi anni, è tornato di gran moda da quando è stato lanciato l’iPad.
Arriva dall’Italia l’ultima innovazione in termini di “nano-scienza”: la creazione di dispositivi elettronici all’interno dei capi d’abbigliamento. Grazie alle ultime ricerche è possibile dare vita a “tessuti elettronici”, trasformando le fibre naturali come il cotone in materiali conduttori di elettricità, rendendoli veri e propri transistor.
Gran parte degli italiani possiede almeno un telefono cellulare. Questo strumento di comunicazione ha dalla sua la comodità di essere sempre con noi, e di renderci raggiungibili ovunque. La sua (e di conseguenza la nostra) autonomia dipende dalla durata della sua batteria, che può essere al nickel o al litio. Per aumentare la longevità della batteria bisogna considerare due aspetti tra loro connessi.